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Tepco

2000. Un reattore della centrale di Fukushima – quella colpita dal terremoto dell’11 marzo – viene spento. Altri incidenti, con perdita di radioattività, erano stati già registrati nel 1994 e 1997.

2002. Sempre a Fukushima vengono individuate fessurazioni nell’impianto di raffreddamento.

2004. Secondo Der Spiegel, nell’agosto 2004 (il giorno del 59mo anniversario dell’esplosione atomica su Nagasaki), quattro operai muoiono per una fuga di vapore surriscaldato nella centrale di Mihama.

2006. Ancora Fukushima: viene registrata una fuga di vapore radioattivo.

2007. Un terremoto meno violento di quello dei giorni scorsi danneggia gravemente l’impianto nucleare di Kashiwazaki-Kariwa (sempre della TEPCO, il maggiore al mondo come capacità produttiva); l’impianto è composto da sette reattori in teoria a prova di terremoto (almeno, questo era quello che millantava TEPCO nella sua pubblicità). Invece, 1135 litri di acqua radioattiva finiscono nel Mar del Giappone durante il terremoto. In seguito, si scopre che la faglia responsabile del terremoto del 2007 non è mai stata “ufficialmente” identificata dagli approfonditi studi sulla geologia del sito di Kashiwazaki-Kariwa: infatti, la centrale è stata costruita proprio sopra la faglia!

2008. A Fukushima, un terremoto provoca la fuoriuscita di acqua da una piscina in cui erano stoccate barre di combustibile nucleare esausto.

2009-2011. La storia degli incidenti a Kashiwazaki-Kariwa continua. Nel 2009, quattro persone vengono ferite per un incidente nell’impianto. Nel 2010, a tre anni di distanza dal terremoto, dopo numerosi interventi per aumentare al sicurezza e dopo ben undici incendi, solo due reattori erano stati riattivati. Al momento del terremoto, l’11 marzo 2011, tre reattori erano ancora chiusi.

Nel 2010 il ritorno all’utile dopo due anni di rosso
L’anno appena concluso è stato quello del ritorno all’utile per la società che, al 31 dicembre di quest’anno, registrava utili per 115 miliardi di yen. C’è stata una performance negativa invece nel 2009 (-84 miliardi di yen) e soprattutto nel 2008, quando la società ha registrato il primo rosso in 28 anni (-150 miliardi di yen). Una decisa frenata rispetto ai 298 miliardi di utile del 2007.

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