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Radiazioni nucleari, una catastrofe per gli esseri umani

Sono devastanti gli effetti sulla salute che provocano le radiazioni nucleari, dai tumori alle ischemie per finire con le modificazioni genetiche.

È già successo nel 1979 a Three Mile Island(Usa) e nel 1986 a Chernobyl (Ucraina). Questi sono solo gli incidenti atomici più noti, che sono rimasti scolpiti nella memoria delle persone. Ma se si vuole avere un’idea più precisa di questi avvenimenti, della loro gravità e della loro dislocazione sul pianeta, The Guardian ha elaborato un’esaustiva mappa in cui tutti gli incidenti, dal 1952 a oggi, sono stati catalogati e classificati.

Così si scopre che dagli anni ’50 a oggi sono 33 gli incidenti atomici che sono avvenuti e di questi ben nove sono stati registrati negli ultimi dieci anni.

Errori umani, carenza di manutenzione e condizioni naturali esterne sono i fattori che provocano queste catastrofi, lasciando con le persone con il fiato sospeso in attesa di sapere quali saranno le conseguenze.

Radiazioni
Le rilevazione della radioattività si misura inmillisievert. Secondo quanto riportato da la Repubblica, le quantità di radiazioni per ogni singola ora riscontrate a Fukushima sabato pomeriggio sono state di 1.015 mSv. Per capire il peso di questo numero, si pensi che 1 mSv è l’esposizione massima tollerata dal corpo umano nell’arco di un intero anno (100 mSv per cinque anni) e che 10 mSv è la dose assorbita durante una Tac total body.

Il punto chiave delle radiazioni è il loro tempo di decadimento, ossia in quanto tempo gli isotopirilasciati diminuiscono la loro energia e diventano più stabili. Il momento esatto in cui un atomo instabile decadrà in uno più stabile è impredicibile. Tuttavia, ce ne sono alcuni più potenti nel momento dell’esplosione, ma meno durevoli nel tempo e viceversa.

Isotopi dispersi
È stato accertato che tra gli elementi fuoriusciti dalla centrale ci siano lo iodio 131 e il cesio 137(tristemente noto per gli effetti provocati proprio a Chernobyl). Il grande problema di questi isotopi è che si disperdono nell’aria, ma successivamente si depositano sul terreno, contaminando l’acqua e ilsuolo, con conseguenze che fanno perdurare l’allarme radioattivo anche per lunghi periodi e che riguardano da vicino materiali e cibi coltivati nelle zone colpite.

Sintomi
Gli effetti sulla salute sono devastanti e durano anche per molto tempo. Si comincia con nauseacontinua, caduta dei capelli e peli, perdita di sangue dalla bocca e dal naso ed emorragie sotto pelle. Sono questi i primi campanelli d’allarme che segnalano il fatto di essere stati contaminati.

E, purtroppo, a nulla servono mascherine e tute protettive: le radiazioni passano e attaccano il corpo e il problema è che non si possono eliminare i loro effetti, ma si possono solo arginare i sintomi.

Conseguenze
«Una volta che si è esposti alle radiazioni, la prima cosa che succede è la distruzione dei legami fra molecole. Le radiazioni danneggiano le cellule e si formano i radicali liberi. Questi ultimi aumentano l’incidenza di uno sviluppo tumorale, limitando al contempo la possibilità di reazione del corpo, poiché ne inibiscono le difese» dice il dottor Enrico Pandiani.

La prima ad essere attaccata è la tiroide. «La terapia d’urto in questo caso – aggiunge Pandiani – è l’assunzione di potassio di iodio», che attualmente viene distribuito ai giapponesi, ma «il problema è che questa sostanza presenta pesanti controindicazioni se presa in dosi massicce. Proprio per questo si sta dibattendo sulla sua reale efficacia».

In un secondo momento, vengono attaccati i reni. «Le radiazioni distruggono il funzionamento di filtraggio renale, adibito all’eliminazione delle tossine, scompensando tutto il sistema di liquidi all’interno del corpo» continua il dottore.

Le radiazioni hanno effetti su tutte le parti del corpo: dagli organi al sistema nervoso, ecc. Ma gli effetti peggiori riguardano le modificazioni genetiche. In pratica, una volta colpito dalle sostanze radioattive, il fisico si ionizza e il DNA e l’RNA si trasformano. Questo porta a due effetti principali: il primo è l’aumento dell’incidenza tumorale; il secondo, riguarda aspetti riproduttivi e comprende sterilità e la maggior probabilità di procreare esseri umani malformati o, comunque, con problemi congeniti.

In Europa
Secondo la dichiarazione di Vincenzo Ferrara, climatologo dell’Enea, rilasciata a la Repubblica: «È altamente improbabile che le radiazioni dal Giappone possano arrivare fino a noi. […] Piccole nubi come quelle che si stanno verificando in Giappone […] si diluiscono a causa di venti e turbolenze. Emissioni più consistenti, però, con un rilascio in quota possono arrivare a coprire qualche centinaio di chilometri, ma per arrivare a una diffusione come quella di Chernobyl ci vuole una emissione di grande quantità e prolungata nel tempo, spinta ad alta quota da un’esplosione e, soprattutto, aiutata da condizioni meteo di venti favorevoli con assenza di pioggia e turbolnze limitate […] Ma anche se si ripetessero quelle condizioni, la maggior parte della nube o delle nubi giapponesi finirebbero per esaurirsi sull’oceano prima di arrivare sul continente americano».

Nonostante questo, in Italia è scattato l’allarme del Dipartimento Nucleare dell’Ispra, l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, che con una mail ha allertato tutte le Arpa italiane: «In relazione all’evento sismico in Giappone e alle apprensioni che destano le recenti notizie sulla situazione delle centrali nucleari, si richiede un incremento di misure di particolato atmosferico. Inoltre, di inserire immediatamente dopo ogni misura i relativi risultati nella banca dati».

L’ultimo elemento di riflessione è il fatto che se anche la nube tossica non colpirà il nostro paese direttamente, ciò che sta succedendo in Giappone non potrà non avere ricadute anche su di noi. Con gli effetti della globalizzazione, il facile movimento di merci e persone nel mondo, ciò che succede a milioni di chilometri di distanza, in realtà, è più vicino di quanto non si possa pensare.

Vedi anche Unsafe at any dose.

Fonte.

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